venerdì, 29 maggio 2009

Perché non appena raggiungo finalmente quello che voglio, non lo voglio più?
Perché mi piace di più sbagliare che fare le cose giuste?
Perché non riesco a non mentire su tutto?
Perché complico le cose semplici?
Perché più che rincorrere mi piace fuggire?
Perché odio i consigli?
Perché contraddico solo per il gusto di farlo?
Perché non resisto a una cena in osteria?
Perché non resisto a una serata nei vicoli?
Perché non resisto?
 
Ma soprattutto: perché tutto ciò mi piace un casino?
sognato da: SignoraNessuno alle ore 10:54 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (3)| commenti (3) pop up categoria:
giovedì, 05 marzo 2009

Se il lavoro nobiita, l'ozio che fa?

sognato da: SignoraNessuno alle ore 13:18 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (2)| commenti (2) pop up categoria:
domenica, 21 dicembre 2008

 

Dedicato
(viaggio con amico)
 
I vicoli della Ramblas assomigliano a quelli di Genova, in fondo le città di mare sono tutte uguali: un porto, gente di tutti colori, merci, soldi e spazzatura, odore di pesce e di vacanze. Leggero mistero nell’aria. La lussuria della povertà, odore di promesse.
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Il tutto mi suonava come molto familiare, giuro, solo per questo ti ho detto: “seguimi ti porto in giro io” e tu ora mi stai inveendo contro perché ci siamo persi ed è già buio. Io volevo solo fare un ultimo giro, mi sembrava un’idea carina e suggestiva fare i turisti alternativi a quest’ora, non è colpa mia se ci siamo persi, ti ho mai detto che il mio senso dell’orientamento fa schifo? D’altronde sono un sacco le cose che non ti ho detto di me. Ma adesso che fai? Perché mi sbatti contro il muro? Hey muchacho a te la luna piena mischiata con la sangria fa male. Ah, è solo perché è meglio nascondersi da quei tipi loschi che stanno arrivando? Hey muchacho ma chi è l’uomo qui? Sei tu che mi devi difendere sai…ma che fai scappi?
Mi trascini per un polso come fossi un sacco di patate e mi stai ancora gridando di tutto mentre corriamo a perdifiato, ci infiliamo nel primo localino aperto che troviamo, all’interno fumo, odore di fritto e un chiacchiericcio sommesso di sottofondo misto a risate sguaiate… facce locali, sembriamo lontani dalle normali rotte turistiche, ci scambiamo un’occhiata di assenso: è perfetto per noi, ci fermiamo qui. Ci sediamo e ordiniamo: paella e sangria. Ho il polso viola e a te duole la mano. Tra un bicchiere di sangria e l’altro riesco a farti dimenticare lo spavento. C’è persino un pò di musica improvvisata.
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E adesso che fai muchacho? Vabbè che la spagnola del tavolo accanto è stragnocca nonché scosciata e, permettimi, un tantino azzoccolata, ti concedo anche che in suo confronto sembro la figlia di Fantozzi ma potresti guardarmi negli occhi quando ti parlo invece di guardare il suo culo. No, così sai, solo per amicizia, solo per educazione. Ma tu sei brillo e la spagnola ti sorride. Mi abbracci sull’onda dell’entusiasmo e dici che è stata un’ottima idea fermarsi in questo locale. Rifletto sul fatto che i punti di vista sono solo banderuole esposte al vento dei desideri, cambiano alla velocità della luce. Mi guardo intorno cercando anch’io la mia banderuola ma racimolo solo il sorriso sdentato del cameriere cesso, così per disperazione mi metto a guardare le foto che hai fatto nel pomeriggio, le dispongo sul tavolo e le accosto a rotazione tra di loro, assaporo i dettagli, cerco di cogliere l’anima di ognuna.
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Mi piacciono quelle che hai fatto al tramonto accanto alla Sagrada Famiglia, i colori sono caldi come i volti della gente che hai ripreso, passanti, turisti, anime inquiete accanto a un simbolo indecifrabile. La Sagrada Famiglia è decisamente il mio monumento europeo preferito, a chiamarla chiesa non riesco, è qualcosa di più: un'assurda e improbabile forma dell’anima.
Se dovessi trovare degli aggettivi per descriverla forse li dovrei inventare, oppure accontentarmi di definirla travagliata, seducente, eccessiva, sfacciata, romantica. Insomma è come vorrei essere io. Quando salii per la prima volta sulle sue torri provai un’emozione grandissima, Barcellona ai miei piedi scintillava nel tramonto e io da lassù, da quell’assurda montagna mi sentivo la signora della più sfrenata fantasia. Domani ti ci porto muchacho, sempre ammesso che tu non ti perda tra le curve della spagnola stanotte.
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Ma che fai? Le racconti barzellette in italiano adesso? In dialetto? Ma quanto ti ho fatto bere? Rido, non riesco a smettere. Cerco il cameriere sdentato per chiedere dov’è la toilette ma incontro lo sguardo di un dio greco, i suoi occhi di velluto sono pugnali per l’anima e le sue labbra un potente richiamo, è la copia perfetta di Joaquin Cortès o è solo il frutto del mio delirio? Mi sorride e sto già camminando ad un metro da terra, ovviamente nella sua direzione. Lui appoggia una mano sulla mia spalla e mi invita a ballare, ringrazio mentalmente Dio di avermi creato donna ma quando oramai sono a pochi centimetri da lui e sento già il suo profumo che sovrasta quello della paella un’altra mano mi porta via, tirandomi proprio dal mio povero polso viola indolenzito, cazzo che male, mi volto e sei ancora tu che mi dici: “E’ tardi sarà meglio andare altrimenti domani dormiamo tutto il giorno” ma come, proprio adesso?
No dico, finchè flirtavi con la spagnola gonfiabile tutto O.K. e adesso che sto pezzo di figo mi considera (si si lo so, lo so, deve essere ubriaco per considerarmi ma non continuare a ripetermelo, non sei carino) tu mi porti via? Ma io invoco la par condicio! Perché gli uomini devono avere il complesso di Tarzan anche con le amiche?
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Ma tu finalmente mi guardi negli occhi (il culo della spagnola deve essere lontano si vede) e io non so proprio resisterti… “O.K. andiamo…”
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Il giorno dopo ci attende, assolato, limpido, luminoso e assolutamente troppo rumoroso per il nostro epocale mal di testa. Aspirine e caffè e siamo già fuori. La tua macchina fotografica mi irrita e vorrei spaccartela sulla testa, ma più perfida di Crudelia Demon sorrido e ti dico che sei adorabile, occhi dolci. In effetti adoro le tue foto ed è solo per questo che sopporto quella macchina, però mi sta sul culo il fatto che tu non mi abbia ancora fatto una foto ma abbia sprecato ben un rullino per quel vecchio rugoso…che avrà più di me? Tu rispondi: “le rughe” e io, come una stupida, ti perdono.
La giornata è una pellicola che vedo scorrere troppo veloce davanti a me, fotogrammi dell’anima che rimarranno impressi a casaccio per sempre, come sempre.
Tu che rifiuti categoricamente di venire a dimostrare in favore dei diritti dei tori davanti all’arena alle “cinque de la tarde” prima della Corrida de Toros, ti dici assolutamente d’accordo con me ma aggiungi che vorresti passare il week end senza finire in un pronto soccorso straniero. Io insisto. Tu resisti. Io insisto. Tu resisti. Mi proponi in alternativa la visita ai giardini di Gaudì, troppo banale non cedo, visita a un museo, non cedo, visita ai giochi d’acqua delle fontane nel parco reale, non cedo, visita girando alla cazzo infilandosi in qualsiasi posto possibile e inimmaginabile e comprando cose assurde, cedo: non potevi dirmelo subito?
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A una bancarella mi compri un libro di poesie in spagnolo e mi scrivi una dedica sulla prima pagina:“Non servono tante parole per sognare” ti riferisci al mio scarno spagnolo baby? Il nostro vagare ci vede oramai padroni indiscussi della Ramblas e di altre zone che neppure avevamo mai visto sulla cartina (forse perché l’ho dimenticata in albergo) e alla fine tra il sorriso di un bambino e quello di un vecchio siamo quasi felici, forse perchè sentiamo che il nostro sorriso è esattamente in mezzo a quei due e si nutre di loro, solo di loro, per accendersi ancora.
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Grazie per la vacanza e per avermi fatto immaginare ancora. E ricordati che voglio le foto, anche quella che mi hai fatto mentre dormivo. 
sognato da: SignoraNessuno alle ore 00:46 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (3)| commenti (3) pop up categoria:
lunedì, 15 dicembre 2008

DIMENTICA TUTTO QUELLO CHE PUO' FERMARE IL TUO VIAGGIO

DIMENTICA TUTTO QUELLO CHE PUO' CANCELLARE IL CORAGGIO...

Dimentica Dimentica

La luce del mattino
e grida di operai
sul dito un maggiolino
è primavera ormai.

E apro le finestre,
il glicine è già qui
il mondo si riveste come ogni lunedì.

E l'orizzonte è libero come un amante che
fa il grande senza accorgersi che prigioniero è

Dimentica, dimentica che il dispiacere scivola
la mia paura è vivere, uscire, amare e ridere
e non volare adesso giù
perché accanto a me non ci sei più.

E penso un po' a mia madre
a quella sua mania
diceva più lavoro più i soldi vanno via.

E vanno le stagioni come motociclette
di giovani spacconi finchè la vita smette.

Dimentica dimentica
t'accorgi un giorno che
quelli che ti capiscono
sono tutti dietro a te

Dimentica dimentica che il dispiacere scivola
la mia paura è vivere, uscire, amare e ridere
e non volare adesso giù
perché accanto a me non ci sei più
sognato da: SignoraNessuno alle ore 13:23 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (2)| commenti (2) pop up categoria:
lunedì, 20 ottobre 2008
SLIDING DOORS
“Sei felice avvocato?” Mi chiede lei, guardandomi con l’occhio nero semichiuso e gonfio, regalo di una notte sbagliata e portando la sigaretta alle labbra modellate da un rossetto accecante. “Certo che no” rispondo. Lei ride forte. Non mi chiede perché, lo sa già, le basta guardarmi. Le basta guardare il mio stupido tailleuer e le mie unghie perfette. Il mio sguardo duro si abbassa. E lei mi stringe la mano. “Non era il tuo destino” mi dice. “E d’altronde” – aggiunge – neppure questo era il mio”. Le rispondo che non credo al destino. “Allora è sfiga” sentenzia. E’ tardi. Fra poco la porteranno via. E io non sono stata abbastanza brava per aiutarla. Non sono stata abbastanza santa per comprenderla. E non sono neppure abbastanza costante per riprovarci. Mi faccio leggermente schifo. Esco dal tribunale con un senso di nausea incipiente. “E sfiga” mi ripeto. Mi infilo in macchina, accendo il motore e vado via. Incontro alla mia stupida vita.
sognato da: SignoraNessuno alle ore 12:14 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (5)| commenti (5) pop up categoria:
giovedì, 16 ottobre 2008
YACHTS VS CANOE
Quest'anno niente salone nautico. Non ho avuto il tempo. E' la prima volta che lo salto, di solito ci vado tutti gli anni. Eppure non mi piace granchè. Sarò masochista. Tre anni fa in particolare ricordo di aver passato passato tutto un week end chiusa dentro uno yacht miliardario. Due giorni vestita come un manichino della rinascente: tailleur da hostess blu elettrico (tipo puffo) con tanto di tacchi assassini. Mi si è slogata la mascella a forza di sorridere. Non dovevo far altro che sorridere, distribuire depliant con la maggior grazia possibile, togliermi le scarpe (finalmente!!), salire una scaletta rigorosamente scalza, possibilmente sculettando, e accompagnare ricchissimi potenziali acquirenti a visitare l’interno dello yacht mentre un esperto abbronzatissimo dall’aria di plastica spiegava ai ricconi tutti i dettagli tecnici. Io lo seguivo annuendo ad ogni sua affermazione, come se ci capissi davvero qualcosa di motori e di nautica (di cui tra l’altro non mi frega una cippa) e mentre vagavo in compagnia di quelle mummie tra salotti e salottini ricchi di costosissimi optional pensavo che avrei dovuto invece studiare il mio ultimo caso e avrei dovuto essere magari al penitenziario…ho avuto ancora una volta la conferma che la compagnia delle teppe mi è infinitamente più cara di quella di persone insulse. Perché l'ho fatto allora? Semplicemente perché me lo hanno proposto. Per esperienza. Io farei qualsiasi cosa per fare un’esperienza. Non importa se bella o meno bella, o addirittura brutta. L’irrequietudine che sento si calma solo vivendo esperienze tra loro diverse se non addirittura contrastanti. E così ho fatto la volontaria alla festa dell’unità, la hostess al salone nautico, il Perry Mason dei poveri, la ballerina, la pittrice, il corso di scrittura, ecc. ecc. Ah, ho persino un blog lo sapete? Un mio amico aveva uno stand al salone nautico e mi ha chiesto se potevo dargli una mano (aggratiss naturalmente). Si può dire di no ad un amico? Certo che si può, che dubbi vi vengono? Però in questo caso mi andava di dirgli di si. Domenica sera ero distrutta, non pensavo fosse così stancante fare l’imbecille. Stavo mettendo a posto le flut di cristallo con cui si erano affogati di champagne gli ultimi avventori quando sento dire:

“Scusi, sarei interessato a una permuta, ma ho solo una canoa....”

Era Attila: jeans strappati e maglietta con su scritto: “Attenzione: ho un carattere difficile” (adoro quella maglietta: gliel’ho regalata io) era appena tornato dal canottaggio.

“Che ci fai qui? Non dovevi andare al cinema e poi venirmi a prendere?”

“Ci vado più tardi al cinema….tanto mi hanno detto chi qui farete notte, te lo ha detto Luca che più tardi ci sarà un piccolo ricevimento?”

“Ancora??? Oddio no, sono distrutta”

“Hey!!! Wow che figata ‘stò stereo!!” - Lo accende a stecca e si mette a imitare  Ligabue

“Lascia stare, non toccare nulla accidenti, sei peggio di un bambino!”

Mi guarda: “Lo sai, stai bene vestita da persona seria, perché non ti vesti mai cosi?”

“Perché per te sarebbe sprecato, amore”

“Stronza”

Rido.
Ride anche lui.
Si stravacca sul divano e accende l’home theater

“Lascia stare l’home theater!!!"

“Rilassati, non c’è nessuno in giro”

“Si ma possono tornare”

“Da quando in qua ti preoccupi di queste cose?"

“Da adesso”

“Qui è una figata Ale, ho visto la Jacuzzi in bagno e un letto ad acqua in una cabina e c’è pure la palestra!!” (Attila quando vede una palestra non capisce più nulla) 

“Lo so, pare che non si possa vendere uno yacht senza prescindere da questi accessori, è incredibile”

“Vieni qui…proviamo il letto ad acqua”

“Sei pazzo? Guarda che può salire gente”

“E allora? Basta chiudere la porta avvocato”

L’AVETE MAI FATTO IN UNO YACHT DA 1 MILIONE DI EURO?

Io si…

Più tardi Attila è uscito con la maglietta al rovescio e io ho dimenticato il reggiseno per terra, l’ho rivisto con terrore due ore dopo mentre stava salendo gente, allora gli ho dato un calcio ed è finito sotto un divano. Non ho avuto nè l'opportunità nè il coraggio di recuperarlo. Chi ha acquistato quello yacht si sarà ritrovato in omaggio un reggiseno a balconcino nero taglia terza in microfibra. Un vero affare.
P.S. E comunque sul letto ad acqua a me veniva da vomitare. 
sognato da: SignoraNessuno alle ore 22:57 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (4)| commenti (4) pop up categoria:
lunedì, 13 ottobre 2008
Perché sono sempre dalla parte dei colpevoli?
Perché mi fanno sempre più paura le vittime dei carnefici? Perché provo orrore e disgusto alle violente e irrefrenabili reazioni degli innocenti, delle cosiddette: “brave persone" e dei loro familiari?”
La loro innocenza non è virtù ma solo fortuna…la fortuna di non essere costretti dalla vita a sbagliare.
Vi ho visti accanirvi come lupi sugli imputati, vi ho visti scaricare la vostra rabbia ancestrale su di loro…annusare il sangue e perdere la testa, vi ho visti infierire su uomini già morti, vi ho visti implorare non giustizia ma vendetta.
La giustizia non è vendetta.
La giustizia è anche recupero, perdono, la giustizia è un’altra occasione.
Credono ancora alla legge del taglione, tristi profeti dell’“occhio per occhio”, solo che la mascherano in forme occidentali. E' nascosta dietro la parola "Questa è casa mia".
Chiamano civiltà queste barbarie legalizzate.
Fino a quando?  
P.S. A me sinceramente, frega di più dei centinaia di rom senza tetto che delle famiglie italiane scippate, me compresa, con un portafoglio di meno.
sognato da: SignoraNessuno alle ore 22:25 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (4)| commenti (4) pop up categoria:
sabato, 04 ottobre 2008
CAZZO RIDI AVVOCATO?
 
(Ricordati di non prendere mai nulla sul serio:tanto comunque vada non ne usciremo vivi)
 
Non prendere nulla sul serio è un problema? Per il mondo si. Per me no, forse, non lo so.
Fin da quando ero piccola sono stata punita per il fatto di non riuscire a prendere le cose sul serio. A scuola, a casa, sul lavoro, nella vita, una vera persecuzione. Tu non hai rispetto, tu non hai valori, tu non sei seria. Tu fai tutto facile. Tu sei facile. No, non lo sono, e sono stati schiaffi, insulti, urla. Sono stati sguardi di disapprovazione, frasi sussurrate alle spalle, scatti d’ira, sono state parole dure come pugni nello stomaco e indici che mi puntavano. Sono stati silenzi. Mi è stato perdonato tutto tranne il fatto di continuare a ridere, nonostante tutto, lasciandomi sedurre dall'ironia, mia inseparabile amica e sorella. Sono stata punita perché ho sdrammatizzato, minimizzato, perché non mi sono lamentata abbastanza, perché non ho pianto, perché non ho avuto paura dell’insuccesso, della perdita, del dolore, della tristezza. Perché non ho dato soddisfazione alla società: perché non ho raccontato i cazzi miei, non ho glorificato i miei problemi come fanno tutti, non li ho barattati per un po’ di comprensione e qualche leccata. Perchè ho sempre fatto la buffona invece di Maria Addolorata. Ma tu come fai? E così ho imparato a mentire. Ho imparato a nascondere il mio sorriso dietro parole di circostanza, la mia allegria dietro una composta serietà, a camuffare il mio umorismo che sembrava offendere invece di guarire. Persino a inventarmi finti problemi per far contento il prossimo (che tanto non ti sta mai veramente a sentire e non si accorgerà dell’inganno). Ora io mi chiedo: come può una creatura che sa di dover morire considerare importante qualcosa di diverso dal sorriso? Come può un granello di polvere che vaga cieco in un universo sconosciuto avere la pretesa di valere qualcosa, di considerarsi importante e soprattutto di considerare importante, o tantomeno un problema,  ciò che lo circonda? E’ solo pura follia e io non cadrò in questa illusoria spirale di autocompiacimento e autogratificazione. Il granello di polvere non ci sta, conscio della sua pochezza non vuole essere caricato di fardelli inutili e castranti, vuole vagare libero e leggero, perché è nella sua natura, perché solo questo sa fare e anche bene.
 
E così seguo il vento. E se devo volare, che almeno sia un tornado.
 
Perché voglio vivere, qualunque cosa significhi.
sognato da: SignoraNessuno alle ore 00:16 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (11)| commenti (11) pop up categoria:
giovedì, 25 settembre 2008
CAMALEONTIKA
 
Le mie convinzioni sono castelli di sabbia costruiti sull’argilla, guarniti di panna montata, morbidi come burro e plasmabili come creta. Si deformano nella notte e si ricompongono durante il giorno. Non sono mai uguali. Il mio paesaggio interiore cambia continuamente. Un giorno è il più solitario dei deserti e un altro la più affollata delle metropoli. Il mio punto di vista spazia a 360 gradi sul mondo come un caleidoscopio impazzito e ricompone la mia realtà. Non credo ciò che credevo ieri. Non penso ciò che penserò domani. Io sono io in mille modi diversi. Mi fa paura chi non ha dubbi e vive di certezze e non capisco chi si fida di punti fissi. Mi spaventerebbe non cambiare. Mi annoierebbe non contraddirmi mai. Amo le maschere che porto. E “sii te stessa” per me è una frase senza senso. Non so come sono, mi è impossibile descrivermi. Invidio chi si guarda allo specchio e si riconosce sempre. Io no. Però, giusto perché ogni regola ha la sua eccezione, vaffanculo lo dico sempre nello stesso modo: credendoci.
sognato da: SignoraNessuno alle ore 23:57 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (6)| commenti (6) pop up categoria:
lunedì, 22 settembre 2008

Danza moderna e desideri antichi

La danza è l'espressione verticale di desideri orizzontali

Ballare è un pò volare. L'ho sempre creduto. E' lasciarsi andare, farsi trascinare da un ritmo senza pensare. Come una barca dal fiume. Fino alle cascate. Non riesco a immaginare uno sfogo migliore. Non pensare, muoviti. Non chiedere, prendi. Non fermarti, vola. Lascia libero il tuo istinto che è incatenato per tutto il resto della giornata, ora la bestia è finalmente fuori. Il lunedì e il mercoledì dalle 19,00 alle 20,30. Ci sono orari anche per volare. E luoghi precisi. Una palestra ad esempio. E se è sotto casa meglio. Sono fuori forma, non danzo da mesi. Sono ingrassata, i pantajazz mi stanno stretti, ma basta la musica giusta e sono ancora bellissima. Me lo ha detto il nuovo istruttore. Bugiardo.

Cosa non si fa per accaparrarsi clienti. Devono mangiare anche loro in fondo. E non ingrassano neppure. Bastardi.

sognato da: SignoraNessuno alle ore 22:57 | Permalink | Dammi un segno o un sogno...commenti (5)| commenti (5) pop up categoria: